Oh. Finalmente è finito ‘sto 2020 di merda.
Il papa che picchia una turista cinese.
Gli incendi in Australia.
Febbraio, la pandemia.
La catastrofe umanitaria in Siria.
20 gradi in Antartide a febbraio (che li è tipo quando accendi il forno ad agosto).
Sono morti Morricone, Kobe Bryant, Sean Connery, Gigi Proietti, Maradona e pure quello di Black Panter.
Niente… Non sono riuscito a far nulla nemmeno quest’anno.
Il mondo proprio ce l’ha con me.
Però oggi è il primo gennaio. Oh, questa volta non sarà come l’anno scorso!
Questa volta me li segno tutti i buoni propositi e ti farò vedere che per fine anno li raggiungerò tutti.
Mica come capodanno scorso, o al mio compleanno, o settembre… o Pasquetta…
Allora. Prima cosa, basta divano! Inizierò a correre tutti i giorni.
Basta dolci! (Facciamo un giorno sì e un giorno no…)
Inizierò a essere più salutare… Ciao! Ciao! Ciao!
Basta fumo…
Basta procrastinazione…
Sigla [01:00] [01:24]
Questa invece era la puntata che volevo fare.
Trovare un nuovo lavoro è scomodo, essere salutare è scomodo e cambiare vita non è sicuramente più comodo.
Quado fai le cose per cui metti un piede fuori dalle tue abitudini è difficile.
Ma non ti è forse più scomodo, se non sei soddisfatto, continuare la tua vita per una vita? Quanto ti costa rimanere dove sei ora? Prova a pensarci.
(Rumore botti di capodanno)
Auguri! Auguri di buon anno! (Erica – Ginevra)
E ancora auguri, con l’augurio più grande di riuscire a raggiungere il tuo obiettivo o tuoi obiettivi (visto che siamo Multipotenziali) entro la fine di quest’anno.
Trova quest’anno il lavoro che ti appassiona, lavora per una vita piena e che ti gratifichi. Un lavoro e una vita che assecondino le tue passioni.
Anno nuovo, Multipotenziale nuovo!
ESPERIMENTO DELLA “GRATIFICAZIONE DIFFERITA” [02:12]
E per contribuire a ciò ti racconto questo esperimento che ti farà ragionare sull’essere performante, e che forse già conoscerai:
L’esperimento fu fatto nel 1972 da un professore della Stanford University. (No, non lo so perché li fanno tutti lì.)
L’esperimento voleva trattare come argomento la “Gratificazione differita” e fu fatto su 600 bambini dai 3 anni ai 6 anni.
Le direttive date ai bambini in una stanza senza distrazioni erano semplicissime:
Se aspetterai e non mangerai questo marshmallow finché non rientro nella stanza, ne avrai un altro al mio ritorno.
Solo 1/3 dei bambini passò il test.
Ma la cosa più interessante fu vedere le strategie utilizzate dai bambini, oltre alle loro espressioni.
C’era chi si girava per non guardare, chi si copriva gli occhi, chi picchiava la scrivania, si tirava i capelli o chi cedeva e lo mangiava subito.
Ma la parte più interessante furono i due follow-up (ossia il proseguo dell’esperimento a distanza di 16 e 18 anni)
Si vide che “i bambini che avevano ritardato la gratificazione più a lungo, venivano descritti dai genitori come adolescenti più maturi e responsabili degli altri”.
In quello successivo addirittura venne mostrato che la capacità di ritardare la gratificazione era anche correlata a maggiori punteggi nei test di ingresso all’università.
MOTIVI DEGLI ANNI FOTOCOPIA [03:28]
Seppure veniamo da un passato di dinosauri che si sono dimenticati di rincorrerci sul divano, citando la scorsa puntata, adesso sottovalutare i nostri processi mentali ti può portare a fare la fine della rana bollita, che non salta perché cotta a fuoco lento, o peggio ancora la fine degli “anni fotocopia”.
Sono certo che l’anno scorso tu ti sia dato dei buoni propositi un po’ come quest’anno, ma che magari avresti potuto dare di più.
Se una motivazione che ti sei dato è che non hai avuto tempo… Oddio, quest’anno è difficile dire che mancava…
Se invece ti sei sentito sopraffatto dal “troppo”, ho comunque una soluzione per te.
Conosci la Legge di Parkinson?
La Legge di Parkinson dice che:
«Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.»
Per questo è importante tracciare i progressi.
O magari eri distratto…
Anche perché spesso consapevolezza per i multipotenziali è quando ti chiedono: “Tu sei distratto?”
E tu rispondi: “Ah, volentieri!”
Abbiamo capito che distrarsi fa bene. Permette al cervello di recuperare energie e lucidità dopo un’intensa attività di concentrazione.
Quindi, di tanto in tanto, impara ad annoiarti e lasciati ispirare dalle distrazioni. Non progettare ogni minima cosa. Ho parlato spesso di progetti ma ricordati che il miglior progetto su cui potrai mai lavorare sei sempre e soltanto tu.
PROGRAMMA CON CONSAPEVOLEZZA [04:48]
Tutto quel che non dev’essere reso abitudinario rientra nel resto della nostra vita.
Lasciati sorprendere dalla vita, scegliendo per primo di sorprenderti.
Non ti sto dicendo di non lasciar nulla al caso, ma scegliere di prendere una strada diversa tornando a casa, anche rimettendoci in tempo, pulire i tuoi denti con la mano sinistra se sei destro o viceversa, o cambia il tuo posto a tavola.
Fare quel che non rientra nelle tue abitudini stimola il pensiero laterale, linfa di ogni multipotenziale.
La super motivazione e la super produttività sono appetibili ed affascinanti ma non dureranno per molto. Per nessuno.
Nemmeno per te che sei Multipotenziale.
Vacillando nel limbo tra il non abbastanza produttivo e il non abbastanza riposato ti farebbe finire a subire la vita in un piattume che da multipotenziale non sopporteresti a lungo.
In molti pensano che per migliorare se stessi devi negare la tua natura sradicando i tuoi istinti più reconditi…
In realtà è attingendo al potenziale inesplorato soppresso dai giochetti che il nostro cervello ci pone tra le gambe tutti i giorni che riusciamo a migliorare.
Io ti vedo nelle volte che sai che il tuo impegno primario è lì che ti aspetta.
Poi inizi a mettere in ordine di autore tutti i libri.
Poi li ordini per colore poi, poi cominci a sistemare tutti in ordine alfabetico. Poi cominci a pulire i cassetti, a togliere la polvere, a lucidare le graffette. Intanto il tuo impegno primario è sempre lì. E magari se non ci fosse stato non avresti lucidato quelle graffette.
La produttività non è tanto time management e una soluzione potrebbe essere la “procrastinazione strutturata”. Puoi trovarla nel libro “La nobile arte del cazzeggio” del filosofo di Stanford, John Perry. Tutti a Stanford stanno…
PROCRASTINAZIONE STRUTTURATA [06:30]
La procrastinazione strutturata funziona così: prendi carta e penna e fai due liste.
Una degli impegni urgenti e l’altra di quelli meno importanti.
Concentrati sui secondi, quelli meno importanti, non dando l’impressione a te stesso e agli altri di essere angosciosamente inattivi.
Aggirerai cosi la mente costringendoti a metterti in moto su quelle cose che ti appariranno meno utili, ma che poi messe al confronto con le altre, ti sarà più facile spostartici quasi per senso di colpa.
Lavorerai quindi su due tipi di procrastinazione: quella statica e quella dinamica.
Prova a immaginarti un qualsiasi oggetto da spostare, farai più fatica a spostarlo da statico.
Una volta cominciato poi ti sarà tutto più semplice.
O, magari, è un altro il motivo per cui non hai finito l’anno un passo avanti a dove l’hai iniziato.
Magari pensi di esser nato senza talento per raggiungere quel successo a cui hai tanto ambito.
IL SUCCESSO CONCEPITO NEGLI ANNI [07:23]
Pensa allora a come è stata concepita la predisposizione al successo nel tempo.
Suddividiamo in ordine cronologico:
1. Prima c’erano le competenze native. In pratica era facile pensare che se eri geneticamente fortunato nascendo con il fisico di Leonida con tutti gli astri allineati per diventare una star del calcio spartano (che andava forte in quei tempi), non solo non ti buttavano in un burrone alla nascita, ma magari capitava che andavi pure a comandartela spavaldo in giro.
2. Il passo successivo è stata la pratica deliberata. Grazie a uno studio di Anders Ericsson, si è capito che l’apprendimento è esperienziale. Si è giunti a una teoria che bastassero 10000 ore di pratica intenzionali per diventare la star. Significa circa 3 ore al giorno per quasi 10 anni. Tutti i giorni capodanno compreso. Senza panettone.
Attenzione: se sei costretto non è deliberata.
Una teoria che si porta dietro tutto il discorso del Flow, della grinta e di superpoteri.
Richiede 4 cose:
1. obiettivi chiari
2. concentrazione ed impegno totale, intenzionale
3. riscontri tangibili, meglio con feedback esterni
4. ripetizione dell’attività
3. Poi c’è il terzo step: mood Multipotenziale.
Innovazione è sinonimo di futuro. E non ho paura nel dire che noi Multipotenziali siamo la cosa più vicina ad esso.
L’innovazione nasce dall’unione di due o più competenze, quindi senza le 10000 mila ore tutte in una competenza, ma suddivise.
Competenze che unite vanno a creare come per una tavolozza di colori un colore tutto nuovo. (Sì, questa è l’influenza di Erica).
ROUTINE E MULTIPOTENZIALI [08:54]
Arrivati a questo punto, che vuoi fare?
Vuoi essere il timoniere della tua vita? O vuoi semplicemente subirla?
Citando Aristotele, che penso ne abbia capito più di tanti scienziati attuali (me compreso, che non sono nemmeno uno scienziato):
Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine.
E l’abitudine cos’è?
Un’azione ripetuta che diventa abitudine, poi routine, poi vita.
Quindi senza fare troppo il motivatore, so che siamo multipotenziali.
Per genetica siamo sconclusionati.
Vogliamo cambiare spesso obiettivo, ma la differenza tra un inconcludente e un Multipotenziale sta nell’avvicinarsi non a un grande successo ma a tanti piccoli successi che ne faranno uno enorme nel tempo.
Smettendo di sopravvalutare il domani e sottovalutare quel che ci sarà tra un anno, cominciamo quindi a parlare di routine come solo un Multipotenziale sa fare.
Sì, lo so, sono il primo che storce il naso a sentire Multipotenziali e routine nella stessa frase.
DIFFERENZA ROUTINE POTENZIANT E ABITUDINI DEPOTENZIANTI [09:50]
Quindi distinguiamo le routine potenzianti dalle abitudini depotenzianti.
E lungi da me stimolare quelle che possono essere allora le “abitudini depotenzianti.”
Un esempio di routine potenziante è quando semino passo passo per fare della vita qualcosa di grande.
Abitudine depotenziante invece è quando ho l’abitudine di utilizzare il cellulare tutti i giorni anestetizzandomi dalla vita che dovrei vivere.
Che tu sia potenziante, è l’augurio che ti diamo.
Famosa la frase: se continuerai a fare ciò che hai sempre fatto otterrai ciò che hai sempre ottenuto.
Entra nella mentalità che tu sei il primo appuntamento della giornata.
Il primo cliente, o la prima dimostrazione di affetto che devi dare.
Anche perché senza questa priorità, tutto il resto è una conseguenza che non riuscirai a gestire al meglio.
Con la scelta di un impegno formale con te stesso concediti “ll rigore come gli sgarri”, mentre tutto il resto dev’essere quanto meno abitudinario possibile.
Marco Montemagno in un suo video faceva l’esempio di un team di ciclisti che hanno storicamente fatto sempre schifo. Finché hanno smesso di pensare a correre correre correre in bici e hanno iniziato a studiare sui micromiglioramenti, tipo l’alimentazione, la posizione del piede o che ne so lo scarpino più performante.
Ecco, Dovremmo intendere le routine come una somma di questi micromiglioramenti da apportare alla nostra vita.
Ricordandoci, però, che all’inizio dobbiamo far schifo (ma schifo schifo…), ma non è che dobbiamo, è che sarà inevitabile.
Come faceva schifo il nostro primo disegno, il primo accordo, la prima puntata di un podcast. Tipo la mia.
Pensa all’esperimento della gratificazione differita.
Vedrai che quel disegno prima o poi non farà proprio schifo schifo e quell’accordo prima o poi suonerà.
Un anno fa, almeno io, non sapevo cosa fosse Instagram, quasi lo stesso per internet e siti vari, e figuriamoci per il podcast. Sì, 15 anni fa ho fatto un po’ il fonico, un po’ so scrivere, sicuramente le competenze sono trasferibili e non ho dovuto studiare come accendere un pc.
Ma so anche che l’inizio di pochi mesi fa non era certo quel che abbiamo ottenuto ora. Che non è il massimo… Eppure siamo qui. Con l’ambizione di finire l’anno con qualcosa di più.
Io e le altre due amiche di merenda ci siamo conosciuti un po’ di anni fa tramite il miracle morning.
Per chi non lo sapesse è probabilmente il più famoso libro di routine mattutine che calorosamente ti suggeriamo anche sul blog nella sezione libri.
Messo in opera dà per certo grandi risultati.
SPIEGAZIONE MIRACLE MORNING [12:03]
Faccio un piccolo riassunto: ti richiede 6 attività da 10 minuti circa ognuna, ogni mattina, E mattina intendo tipo alle 5, e questo significa CREARE tempo.
Ma se realmente credi di non aver tempo, esiste anche la versione di 6 minuti in totale, invece che un’ora. Il tutto da fare prima di qualsiasi altra cosa appena sveglio.
L’acronimo di queste 6 attività da fare in inglese è SAVERS:
Meditazione
Affermazioni
Visualizzazione
Esercizio
Lettura
Scrittura
Ovviamente ogni routine proposta è una linea guida.
Come potremmo mai importi una cosa o un’altra?
Ma studiandoti anche il funzionamento riesci anche a capire il perché dell’ordine dei SAVERS, il suo background o crearti una tua routine.
Un fattore importante da capire, ad esempio, è che la prima mezz’ora della giornata è quella dove il cervello è più influenzabile.
Questo il motivo per cui lo scrittore suggerisce di iniziare con meditazione, affermazioni e visualizzazione. Inutile stare qui a descriverti i benefici di ogni azione.
Puoi ovviamente rimodularla come vuoi e sperimentare come vuoi.
Si chiama routine ma puoi variarla su misura di volta in volta.
Vuoi sapere se lo pratichiamo alla lettera? Ovvio che no…
Adattiamo partendo dalla base di quella che è la routine del miracle morning modificandola per ogni impegno e obiettivo che ci prefissiamo.
C’è chi inserisce yoga, chi palestra, chi disegno, chi la doccia congelata. Per questa ad esempio ho convertito mezzo mondo. Il prossimo sarai tu.
Ma nelle tue routine puoi inserire anche quelle che sono PER TE routine.
Tipo vestirti, fare colazione accompagnare i figli a lavoro, ascoltare musica…
Non è una gara e nessuno sarà lì a giudicarti. Soprattutto se la farai alle 5 di mattina, fidati.
Il multipotenziale ha bisogno di varietà e tienilo bene a mente. E questi sono solo consigli per affrontare e fare della tua vita qualcosa di epico.
IMPLEMENTAZIONE ROUTINE SERALI [13:52]
A quelle che sono le routine mattutine, di nostro, in parallelo, abbiamo implementato qualche routine serale:
1. I soliti consigli della nonna: allontana gli strumenti digitali almeno 1 ora prima di dormire e prepara tutto quel che ti serve per la mattina dopo con un approccio minimal. Questa poi se volete la spieghiamo meglio.
2. Partendo da un’idea del metodo Scrum: devi prendere carta e penna e segnare:
1) 3 cose fatte oggi.
2) 3 cose prioritarie che dovrai fare il giorno dopo. Né di più né di meno, ti servirà solo da linea guida.
3) i problemi che sono sorti e che potresti far andar meglio il giorno successivo. In questo modo deleghi al foglio quei pensieri che ti assalgono di notte.
3. tieni vicino il letto quel famoso quaderno su cui puoi appuntare le idee che ti verranno durante la notte. E fidati che, trovando la tua routine ideale, te ne verranno tante.
Quindi hai capito l’importanza di avere una routine anche se multipotenziale?
Aspe’, ti faccio un esempio nerd.
Hai presente i GDR? I giochi di ruolo?
Bene, immagina che ogni livello del tuo personaggio sia quel numerino che è la tua età.
Con l’aumentare dei livelli, o anni se preferisci, aumentano quelle che potremmo chiamare soft skills.
Più grande sei, più avrai la possibilità di combattere sfide maggiori.
Ma un livello alto non implica uno scudo, un’armatura o una spada migliori per affrontare quelle sfide al meglio.
Al primo livello cominciamo tutti in mutande.
Potrai avere in una mano uno scudo, nell’altra una spada e addosso un’armatura. 3 elementi.
Questi tre elementi potrebbero essere tre competenze che decidi di portare a termine per il 2021.
ESERCIZIO PER TROVARE COSA FARE NELLA VITA [15:25]
SSi ma io ancora non ho capito cosa fare da grande!
Prendi carta e penna e fai l’ennesima lista enorme.
Scrivici:
– Tutte le cose che hai fatto nella tua vita
– Le cose che ti piacerebbe fare 1 o 2 volte
– Le cose che ti piacerebbe fare per la prima volta
– Le cose che vorrai fare negli anni a venire.
Fallo con un timer impostato a 5 minuti e osservala alla fine.
Inizia a pensare come potresti unire alcuni di questi campi e potrebbe essere la svolta per capire cosa poter fare nella tua vita!
– Prendi il calendario dei 4 anni che troverai sul blog e fai una bozza della programmazione futura.
– Non farti venire l’ansia.
E se non riesci in un obiettivo? Alza un po’ l’asticella. Hai molte più risorse di quel che credi.
Presente nella scorsa puntata dove ti ho detto di aprire un tuo canale Instagram o quel che sia? Bene.
Scegli il tuo obiettivo attuale o i tuoi prossimi obiettivi e inizia a tenerne traccia e a condividere. Osserva semplicemente cosa ne viene fuori.
Leggere attentamente le avvertenze, questa routine potrebbe avere effetti collaterali o inattesi, potrebbe verificarsi una vita inattesa. In caso, contattare il Multipotenziale di sostegno. Tenere fuori dalla portata dei bambini (e degli specialisti)
Se ti va mandati una mail al te stesso del futuro, come ti dicevamo la scorsa volta tramite il sito futureme.org, e prova a scriverti chi sarai tra 4 o 5 anni,
(Non preoccuparti troverai tutto nella descrizione in basso) e inizia a utilizzare quel profilo Instagram che ti ho suggerito di creare, disattivando le notifiche.
Prova a tracciare pensieri progressi e progetti da qui a un anno e se ti va confrontati con noi nel canale Telegram.
E chiudo qui la puntata con una frase di Hal Elrod:
Il momento in cui accetti la responsabilità di tutto nella tua vita, è il momento in cui puoi cambiare tutto nella tua vita!



