Ikigai.
L’argomento di cui proprio non volevo parlare.
Sigla [00:18]
—– Storia del pescatore e l’uomo d’affari [00:45]
Un uomo d’affari incontrò sulla riva del mare un pescatore. Notò con fastidio che era sdraiato accanto alla propria barca e si godeva tranquillamente il sole.
“Perché non stai pescando?” domandò l’uomo d’affari.
“Perché ho già pescato abbastanza pesce per tutto il giorno”
“E perché non ne peschi ancora?”
“E cosa ne farei?”
“Guadagneresti più soldi. Potresti comprare un motore da attaccare alla tua barca per andare più al largo e pescare più pesci. Così potresti avere più denaro per acquistare una rete di nailon, e avendo ancora più pesci avresti più denaro. Presto avresti tanti soldi da poterti comprare due barche o addirittura una flotta. Allora potresti finalmente diventare ricco come me.”
“E a quel punto cosa farei?” chiese il pescatore.
“Ovvio, potresti rilassarti e goderti la vita” rispose l’uomo d’affari.
E il pescatore, con un sorriso… “Cosa credi che stia facendo ora?”
QUASI IKIGAI [01:42]
La storiella era per parlarti “quasi dell’ikigai”, non di tecniche di business sulla pesca. E ti spiego ora il “quasi”.
Dicono dell’ikigai come ciò che può portarti a trovare il tuo scopo nella vita.
Dal desiderio, al progetto di una vita.
E se la domanda che più spesso si pone un multipotenziale è sicuramente “Cosa voglio fare della mia vita?”, allora è fatta!
In realtà ti dico che il motivo del mio rigetto per questa parola non è solo perché ormai sentiamo la parola ikigai anche al mercato… Ma perché se sei un multipotenziale ti getterei solo fumo negli occhi dicendoti che l’ikigai allora è la panacea di tutti i mali.
Ikigai è un termine giapponese formato dall’unione di due parole: vivere e ragione/scopo. Unite insieme definiscono la ragione di vita.
Ma più che altro, come quel che vogliamo realizzare con il nostro tempo “libero”.
Un termine quindi che va a definire l’insieme delle nostre passioni e vocazioni.
Quindi chi dice di aver compreso a pieno l’ikigai esprime a pieno il “presente” (che è molto differente dal semplice obiettivo che vogliamo raggiungere).
L’ikigai si pone come obiettivo quello di farci scoprire ciò che ci fa star bene nel lungo periodo ponendoci 4 domande:
1. Cosa ami fare?
2. Cosa serve al mondo?
3. Per cosa ti pagherebbero?
4. In cosa sei bravo?
Rispondendo a queste quattro domande, nella loro intersezione dovresti poter trovare il tuo obiettivo nella vita.
Quindi stai dicendo di avere un solo obiettivo? Uno specialista…
Le prime tre puntate di questo podcast sono state improntate alla consapevolezza dell’essere Multipotenziale, quindi se le hai ascoltate, sai bene che un solo obiettivo è una parola che un po’ cozza con l’essere multipotenziale. E questo è quello che mi storce il naso.
Quel che trae le persone in inganno quindi, è proprio lo stare seduti a cercare il benessere, senza averlo prima seminato, cercando sistemi come l’Ikigai per poter delegare certe responsabilità.
Quindi, zappa, su!
Confrontandomi con Erica e Ginevra però siamo arrivati all’idea che questo era un argomento “spinoso” ma che potrà essere un trampolino per quello che sarà l’anno nuovo e la prossima puntata.
Okay, quindi come seminarlo?
Vuoi raggiungere un obiettivo, e ci siamo… Qualunque esso sia, le azioni basilari richieste sono almeno due (almeno per i multipotenziali): competenze, e competenze prima di portarti alla noia per poi mollare. Quel che può tornarti quindi utile è:
Percepire il miglior momento per imparare quella cosa era 10 anni fa, ma il secondo miglior momento per imparare quella skill è proprio ora. Velocemente.
IMPARARE AD IMPARARE [04:14]
Ora potrei parlarti di tecniche di apprendimento molto fighe devo dire, come il DSSS di Tim Ferris, The hard and soft skills, della definizione dell’obiettivo SMART, del reverse engineering, dell’ipnopedia che abbiamo provato questa settimana (e che dormite che mi sono fatto!).
Ma, prima di imparare ad imparare, serve avere consapevolezza di quello che ti rallenta per essere produttivo.
E ora vediamo qualche bias cognitivo a riguardo.
NEUROPLASTICITA’ E NUCLEO BASALE [04:42]
Se il primo limite che ti poni è che non hai più l’età per imparare, per risponderti, abbiamo accennato in un’altra puntata il concetto di neuroplasticità che ti spiega quanto tu ti stia sbagliando.
Aggiungo dicendo che l’esercizio fisico potenzia l’attività neurale al fine di potenziarne l’attività e la memoria.
Il cervello, soprattutto quello rettile, procede con le reminiscenze di quello che è stato il nostro passato.
Pensa a quando camminavi con la clava a farti picchiare dai mammuth. L’esercizio fisico a quei tempi era camminare cercare, scappare ed esplorare.
Esplorare è alla base del bisogno di ogni essere umano ma probabilmente a livello chimico risuona più forte nei multipotenziali. E ti spiego perché:
Imparare nuove cose richiede una grande concentrazione, che fa lavorare il nucleo basale, la parte del cervello responsabile dell’attenzione, facilitando le nuove cellule neurali. Questo processo prende il nome di neurogenesi. La neurogenesi viene intensificata se almeno per un’ora al giorno proviamo a imparare qualcosa di nuovo tipo una lingua, uno sport o una nuova disciplina…
E chi, più dei Multipotenziali, ha voglia di imparare cose sempre nuove?
A dimostrazione di ciò, c’è un esperimento fatto sui tassisti londinesi, dimostrando quanto il loro cervello è caratterizzato da un maggior volume nella zona deputata alla memoria e alla ricerca viso-spaziale, risultato dell’imparare tutti giorni strade nuove (io mi perdo lo stesso…).
Quindi io dico “sì” a Valsonia… Ehm, all’imparare cose nuove.
Premesso questo, penso tu abbia capito l’importanza di variare. Multipotenziale o no.
Chiudendo il momento dottor House…
Quel che esce dalla nostra mente è prodotto di quel che vi entra [06:19]
Ovviamente quel che esce dalla nostra mente e bocca è il prodotto di quel che entra nel nostro cervello. Avere cura di quel che ci entra è responsabilità solo nostra.
Immagina quale può essere il tuo output se la mattina apri il cellulare e ci trovi solo fake news, virus causati dal 5G e terrapiattisti di ogni genere, e dopo ti proporrò una soluzione anche a questo problema.
Un altro esempio è il bias di conferma o pregiudizio di conferma. È il fenomeno per cui chi prende una decisione poi cerca prove a sostegno della propria tesi e a ignorare o a dare scarsa importanza a quelle che non la confermano. E’ quindi un pregiudizio che si manifesta nella raccolta dei dati.
Vi vedo confusi…
Provo a spiegarvela con la seconda storiella di questa puntata.
Seconda storiella di questa puntata:
Nel 1995, un uomo rapinò due banche di Pittsburgh, di giorno, senza maschera né nulla, e sorrise sornione alle telecamere prima di uscire da entrambe le banche, convinto. Quando la polizia più tardi arrestò McArthur Wheeler, mostrandogli i video di sorveglianza, lui li fissò sorpreso, esclamando: “Ma mi ero messo il succo addosso!”.
La storia andò più o meno così. Wheeler era convinto che strofinandosi del succo di limone sulla faccia (il poverino aveva chissà come il terrore per gli occhi…) sarebbe diventato invisibile alle telecamere perché un amico lo aveva convinto di ciò mostrandogli come il limone venisse utilizzato come inchiostro invisibile, quindi, evitando qualsiasi fonte di calore, sarebbe rimasto invisibile.
La polizia concluse che Wheeler non era né pazzo né sotto effetto di droghe, solo incredibilmente in errore.
La storia ha dato il nome all’illusione della competenza, o “effetto Dunning-Kruger”, che era il nome dei due che indagarono sull’accaduto. Appurarono che, nonostante quasi tutti abbiano un’opinione positiva delle proprie capacità in vari ambiti sociali e intellettuali, alcune persone valutano erroneamente il proprio livello di competenza, sopravvalutandosi molto al di là della realtà, portandosi a un’autocritica molto generosa, a torto.
In parallelo cammina la più conosciuta sindrome dell’impostore: persone realmente competenti tendono a sottostimare le proprie reali competenze, spesso auto-sabotandosi.
L’ultimo bias che mi piacerebbe ricordarti, nel caso in cui tu non lo conoscessi già, è il bias dell’omissione.
Ti ricordi il mammut che ti voleva picchiare? Bene, quelli sono solo tempi passati. Mente e corpo lo sanno e tu li stai dando tutti gli input per ricordarglielo perché non hai nessun dinosauro sotto il divano. È la tendenza a preferire l’inazione anziché l’azione, spesso per paura di commettere una scelta che subdolamente pensiamo sia errata, portandoci a una passività nelle scelte.
Questi erano solo alcuni dei bias che ti avvicinerebbero alla consapevolezza.
Futuro vicino e lontano [09:06]
Altra cosa interessante, la nostra mente si attiva (nella corteccia prefrontale mediale) nel momento in cui parliamo di noi stessi nel presente e non si attiva se parliamo di altri. Questo ha senso nel momento in cui la mente ha la responsabilità della nostra consapevolezza.
Ma la cosa ancora più interessante è che non si attiva nemmeno quando parliamo di noi nel futuro, perché viene percepito il nostro io come un’altra persona, come una persona differente. E questo significa che è difficile prendere giuste decisioni oggi riguardo al nostro futuro, riguardo al mangiare bene, al fare sport, risparmiare e migliorarsi in generale.
La scienza quindi ci dice che più percepiamo il futuro vicino più la “quantità di sovrapposizione” (più o meno il futuro è vicino) che le persone “visualizzano”, è più o meno correlato alla qualità delle nostre decisioni.
Più senti il futuro lontano, più prenderai decisioni che non smuoveranno la tua vita da quel divano.
Quindi, cosa dovremmo fare per percepire meno quella sovrapposizione?
Prendendoci del tempo per riflettere. È semplice.
Riflettere sul cosa significa raccogliere quell’opportunità, le porte che si aprono, le esperienze che puoi avere, e le opportunità che puoi incontrare.
Idealizzare che devi alzarti per imparare competenze nuove.
Al di là di tante cose che poi si dicono in giro, e lontano da quelle che sono tutte le “tecniche e tecnicucce” che troverai sul web, io mi sento di consigliarti 3 cose:
1. fai molta pratica: perché come ti raccontavo tramite la neuroplasticità, il cervello è un muscolo e siamo fatti per esplorare. Ma prova a far mente locale a quella volta che hai provato ad imparare a suonare quella nuova canzone, e magari il giorno dopo hai provato a risuonarla, questo come altri esempi, ti sarai reso conto di quanto c’hai messo a dimenticare quella cosa e quanto ti ha aiutato a riprenderla. La nostra mente evolve facendo cose, non ascoltandole.
Queste è una delle ragioni per cui per un sacco di competenze, è molto meglio spendere due terzi del tempo testandosi su di essa che assorbirla così per osmosi.
2. apri un nuovo canale sui social che utilizzi di più appena finisce questa puntata.
Il treno regionale 145… ma come, prima avevi detto di non ascoltare questi input!
(La voce di Trenitalia)
Avevo detto di eliminare le brutte informazioni che ci arrivano. Di ogni strumento, ne possiamo cogliere una reale opportunità. Apri nuovi canali e non aggiungere amici e parenti, non usarlo per guardare i tuoi ex e le persone che magari invidi. Di questo canale, datti il tempo per decidere il nome, l’immagine e il contenuto. Scegli di seguire cinque persone, solo cinque, che siano però ricche di valore negli argomenti che più ti appassionano. Ora datti tempo e nel futuro vedremo il resto.
3. Smettila di martellarti per il futuro e inizia a pensarci senza affliggerti.
In seguito vedremo come farne una programmazione senza ansia.
Sei Multipotenziale, è la “scusa” di poter cambiare quel calendario ogni volta che vuoi e renditi certo di amare il processo. Può esserti d’aiuto un confronto tra Multipotenziali e, a provo di ciò, stiamo per sbaraccare una marea di novità.
Conclusione [12:15]
Per ogni puntata ho avuto la perenne sensazione di non consumare mai del tutto ogni argomento, di non spiegarlo del tutto. Partendo da questo presupposto, ti spiego già da questo mese come si evolveranno le cose.
Il primo del mese ci sarà una puntata, come c’è stata fino ad ora da settembre, e quella di gennaio dovrei ascoltarla perché anche quella sarà un po’ diversa.
Il 15 del mese, uscirà quasi sempre un articolo di approfondimento sulla puntata che c’è stata il primo del mese, scritta da un esperto del settore sul nuovo blog che uscirà a momenti.
La sera del 15 ci sarà sempre un’intervista a quest’ospite.
Seconda cosa importantissima, ci stiamo per regalare un nuovo logo fighissimo, quindi, mi raccomando, non andate in confusione, siamo sempre noi.
Altra novità più pratica, ci siamo fregiati fin ad ora di essere un movimento multipotenziale e fino ad ora abbiamo provato a mettere in linea un po’ di cose (non che abbiamo finito, eh…).
Quindi, come supporto logistico, vi invitiamo a venire sul nostro canale Telegram, dove ci saranno challenge e altra novità.
E con questo chiudo la puntata, a presto!



