Autore: Pubblicato il: 01/03/202213,7 min lettura

LAVORO E MULTIPOTENZIALITÀ… E MO’ CHE VI DICO?

Citando Emily Wapnick: se non sei uno specialista, ci sarà sempre qualcuno entusiasta di dirti che non hai l’autorità per fare quel che stai facendo. Lasciali parlare, stai facendo qualcosa per cui non hanno parole. Queste porte in faccia tutti i giorni ci fanno dubitare di noi stessi, facendoci affliggere dalla sindrome dell’impostore. Perché, d’altronde, “SI È SEMPRE FATTO COSÌ”.

Ma, onestamente, il “si è sempre fatto così” è la morte di qualsiasi lavoro, e non solo. È una frase che possiamo lasciare ad altri.

Noi siamo divergenti.

Perché noi siamo Multipotenziali.

Sigla [00:44]

IL POSTO FISSO [01:07]

Finisci gli studi… E già qua, panico.

Inizi guardandoti in giro e, facendo ovvi paragoni, inizi a pensare a quale lavoro potresti intraprendere, ragionando sui vari settori tipo quello chimico, musicale, artistico, informatico, alimentare…

Se ancora non ti è venuto il patema d’animo, ti butti in qualcosa che magari può sembrare nelle tue corde, o magari così pensavi. Magari cominci, fai qualche anno da precario e dopo qualche anno, tipo otto, riesci a ottenere IL POSTO FISSO.

Magari fai un po’ i conti con la realtà e inizi a renderti conto che ti hanno fregato. Quello che tutti hanno sempre raccontato come l’apice di tutto! Il punto d’arrivo! La realizzazione professionale! Scopri invece poi non essere realmente così… Ti domandi se quella è una giornata di una vita che vorresti vivere. Dopo un po’, inizi addirittura a descriverlo come il giorno più brutto della tua vita.

(Voce fuori campo) “PRESENTE”

—– I FATTORI DI UNA VITA LAVORATIVA APPAGANTE [02:03]

Perché quella che è la realtà per gli altri può non essere la tua realtà? Eppure gli altri ci stanno tanto bene lì, nel POSTO FISSO. Non voglio parlarti del perché e del come il posto fisso sia morto, soprattutto in un mondo “VUCA” come dicono quelli bravi. VUCA sta per volatilità, incertezza, complessità, ambiguità.

Andiamo piuttosto a parlare di quella che è la soddisfazione personale nel nostro approccio al lavoro. Posto fisso o meno.

TIPOLOGIE DI LAVORO [02:30]

Invece di ragionare sui settori lavorativi come feci io e forse qualcun altro, probabilmente dovremmo ragionare sulle tipologie di lavoro. Le tipologie sono quelle di cui parlavo nell’ultimo post in tema gestione finanziaria, con il cashflow di Kiyosaki. Quindi come dicevamo, ripetiamo insieme ancora una volta: Dipendente, Lavoratore autonomo, Titolare, Investitore.

(TUTTI RIPETONO)

Ecco. Bravissimi. Non ne esiste realmente uno migliore di un altro e potresti star meglio da dipendente che da investitore o titolare d’azienda.

Parlare di gestione del tempo e gestione finanziaria erano passi per arrivare a parlare di questo. Non potrai aggiungere una sola ora alla tua vita. Quindi dovresti decidere come vuoi passarla. Il denaro puoi “scalarlo”, il tempo no. Prova ad allargare la vita, non ad allungarla.

(Voce fuori campo) Pepe? Un pizzico, mi sa che a voi piace.

I FATTORI DI UNA VITA LAVORATIVA APPAGANTE [03:25]

Quali sono i tre fattori per la scelta di una vita lavorativa appagante? Sono il tempo, il luogo e la missione. Il tempo è quello che vorrai dedicargli, perché se trovi il lavoro che ti appassiona dovrai poi bilanciarlo con la tua vita privata. Il luogo: può essere fisico o come nomade digitale. Potrai decidere di guadagnare in uno stato e spenderli altrove. E infine la tua missione: cioè individuare il proprio scopo senza perdere l’orientamento della tua vita.

Questi parametri andrebbero presi in considerazione chiunque tu sia.

PARENTESI CURRICULUM [03:57]

Piccola parentesi, se sei il tipo di persona che ancora pensa che mandare i curriculum sia la strategia più efficace (cof cof boomer! cof cof), allora ti faccio questa proporzione:

curriculum sta a lavoro come McDonald’s sta a chef stellato.

È come se tu volessi entrare da una porticina piccola piccola e in trenta cerchiamo d’entrarci tutti insieme. Intanto quella porticina si fa sempre più piccola. E fidati, col tempo non è che si allargherà di più. L’esempio simile che tanto piace a chi fa marketing è quello di un gatto che provi a rincorrere per prenderlo. Se invece di rincorrerlo stai fermo con qualcosa di valore per il gatto, vedrai che verrà da te.

Quel che ha valore per il gatto dev’essere qualcosa che ha valore anche per te. Sei avvantaggiato se ti piacciono o usi le lettiere per i gatti. Oh, che ne so, so’ gusti. Questa sarà la tua missione.

DIFFERENZA LAVORATIVA TRA SPECIALISTA E MULTIPOTENZIALE [04:44]

Ma cosa differenza realmente un Multipotenziale da uno specialista?

Nell’ambito lavorativo di sicuro la verticalizzazione di una sola competenza.

Lo specialista punta a rientrare nell’1% delle persone che hanno quella competenza così sviluppata. Il cosiddetto one-trick pony, cioè una persona limitata a un solo talento, capacità o qualità. Se sei un one-trick pony, le tue opportunità sono limitate.

Ma se hai più abilità, sei semplicemente più prezioso. E il Multipotenziale? Beh, se non ha consapevolezza di esserlo, se proverà sempre ad amalgamarsi alla massa, se proverà a specializzarsi per forza… Anche per lui le possibilità saranno limitate. E siamo sicuri quindi che rientrare in quell’1% sia davvero la scelta migliore in ambito lavorativo? Se invece rientrassi nel 25% dei possessori di quella competenza… il 25% di un’altra e il 25% di un’altra ancora?

Chi non comprende questi sottoinsiemi deambula nel limbo dei dipendenti frustrati e senza ambizioni che la sera torna a casa per anestetizzarsi davanti alla TV vivendo solo per il weekend.

Facciamo due ipotesi, una più specialistica e una Multipotenziale.

Esempio specialistico: macro insieme “medicina”, primo sottoinsieme “chirurgia”, secondo sottoinsieme “neurochirurgia”, terzo sottoinsieme, quello più interno, è quello di “un medico che effettua solo bypass cerebrali”.

Esempio Multipotenziale: macro insieme “medicina”, in intersezione con il macro insieme “musica”, con il macro insieme “cucina”. Cosa creerà l’intersezione centrale? Sarai l’unico chirurgo che opererà con la musicoterapia e che magari, nel frattempo, fa anche le crêpes…

Se vuoi costruirti la tua vita di valore -e dico costruirti perché nessuno te la regala-, sarà più facile attagliare la carriera alla tua vita e non viceversa. Concentrati sulla tua vita aldilà del conto corrente. Se invece di focalizzarti sulla specializzazione ti svelassi il segreto che è possibile facendo proprio il contrario?

Anzi, ti dirò di più… oggi è proprio indispensabile!

VITA DI VALORE E “SKILL STACKING” [06:53]

È fondamentale seminare più competenze per la tua unicità professionale e uno strumento utile per farlo è lo skill stacking che ha come obiettivo proprio questo: diventare abbastanza bravo, senza eccellere, in diversi ambiti.

Il concetto di skill stacking è stato introdotto da Scott Adams ed è riassunto nella frase: “tutto quello di cui hai bisogno per aver successo è essere bravo in una serie di abilità CHE STANNO BENE ASSIEME”. Infatti, letteralmente, skill stacking sta per “impilamento delle abilità”.

Essere il migliore al mondo in un’abilità significa far parte dello 0,01% della popolazione mondiale. Qui entra in gioco lo skill stacking: più abilità uniche sviluppi, più alte saranno le possibilità di creare un mix unico e originale rientrando nel 10% dei migliori. Utilizzando e investendo nel miglioramento ulteriore di quelle abilità, potrai entrare poi nel 5% e così via, in maniera sicuramente più veloce di come faresti puntando allo 0,01% di una singola attività.

Ci sono varie strategie per sviluppare la tua “pila di attività”, tutto dipende un po’ dalla tua indole. Ti invito però a fare una foto della situazione attuale, andando a ritroso appuntandoti tutte quelle skills che hai approfondito anche in parte. E fidati, può essere illuminante.

ABILITÀ FONDAMENTALI [08:12]

Ma esistono alcune abilità fondamentali? A meno che la tua ambizione non sia quella di diventare il miglior monaco tibetano del cucuzzolo di montagna più sperduto… Qualcuna c’è. Ci tengo a sottolineare però che parliamo di skills e non di talenti. Potresti avere difficoltà a vederlo e di questo ne sono sicuro, ma come sono sicuro che non esistono talenti, soprattutto innati, ma solo abilità a cui dedicare il giusto tempo. Vediamo quindi quali sono quelle fondamentali:

1. comunicazione: se c’è una sola e unica skill che va a migliorare passivamente tutte le altre, questa è proprio la comunicazione. Se sai comunicare meglio di altri non avrai la necessità di conoscere tutto, perché si riesce a manifestare quello che realmente si è con l’obiettivo di far sentire a proprio agio gli altri.

2. team building e leadership: sicuramente avrai sentito dire “da solo vai veloce, ma insieme si va lontano?” Ecco…

3. marketing: aaah… il mio “amore e odio”. Il marketing viene spesso confuso con tecniche di vendita poco etiche tipo schema Ponzi, ma è semplicemente un mezzo per veicolare al meglio il tuo messaggio se usato bene.

4. psicologia: una comprensione di base del motivo per cui facciamo ciò che facciamo può aiutarci a comprendere noi stessi e gli altri. Non devi diventare un terapista. Se apprendi le basi della psicologia, sarai più bravo a trattare con altre persone e magari a diventare più indulgente con te stesso.

5. produttività, gestione del tempo e gestione finanziaria. Se hai ascoltato le altre puntate avrai capito quanto sono indispensabili. Se ancora non hai approfondito queste abilità, il miglior momento per farlo è ora!

6. reverse engineering. Anche se non esiste la carriera che vuoi sviluppare, inizia a tenere allenato il tuo cervello. Puoi farlo sfidandoti con il processo di reverse engineering. Guardati intorno, in ogni attività, lavoro e oggetto, e chiediti a ritroso come fa a funzionare in quel modo. Prova a trovare tutto il percorso di funzionamento anche più volte al giorno.

SULLE SPALLE DEI GIGANTI [10:12]

Sì, la strada è parecchio lunga, però c’è una scorciatoia. Una in particolare che dovresti apprendere prima di tutto il resto per abbreviare i tempi: siedi sulle spalle dei giganti. Newton in una famosa lettera dice: “Se ho visto più lontano è perché ero sulle spalle dei Giganti”. Per giganti intende delle persone che in quel campo hanno raggiunto un determinato risultato. Stare sulle spalle dei giganti significa andare da queste persone e farsi aiutare nel vostro obiettivo.

Vantaggi:

1. Visione più lontana di te che sei all’inizio.

2. Esperienza, con passaggi che puoi risparmiare.

3. Errori, anche quelli che puoi risparmiare.

E soprattutto risparmi tempo, denaro ed energie evitando di pagare ancora l’università ai figli del CEO di Google con le ricerche sul web. Io ormai ho l’adozione a distanza. Proprio ieri mi ha mandato la foto della sua nuova Ferrari.

Il gruppo Telegram del Movimento Multipotenziale è le nostre spalle dei giganti. Troverai sempre una risposta e una spiegazione a qualsiasi domanda. Prova.

Piccola parentesi, però: ricorda che il cazzeggio è l’investimento iniziale per delle idee geniali. Quindi vivila con leggerezza.

LE VOSTRE DOMANDE ALLE CALL [11:18]

Negli ultimi giorni ho tenuto delle call 1 a 1 dove insieme abbiamo provato a cavare il ragno dal buco rispondendo ai vostri quesiti più comuni: “Ho competenze in più campi dei miei colleghi ma mi sento sempre un principiante”; “Vorrei poter fare delle mie passioni un lavoro”, “Come faccio a unire questa, questa, questa e quella passione?”

A ognuna di queste domande esistono tante risposte quanti sono i Multipotenziali, però ci sono dei punti saldi che possono essere utili a tutti e provo a raccontarteli con un percorso analitico d’esempio.

Primo punto. Parlando con voi ho avuto questa conferma: i Multipotenziali rispettano praticamente sempre, sempre, sempre, il pattern dell’inclusività e sempre più spesso dell’essere accomodante.

La sindrome dell’impostore ci fa paragonare a chi ha bisogno di fare sfoggio di conoscenze che magari non sono nemmeno così rilevanti al fine di quel lavoro. Magari per arrivismo o per il semplice apparire. Questa situazione pone noi nella situazione del cercare di “far tutto” per compensare il nostro senso di colpa.

Ricorda però che fare tutto non significa non farsi rispettare.

Come ho detto già a qualcuno, mettiti al centro del tuo mondo e comprendi che devi star bene prima di poter aiutare gli altri. È tua responsabilità mettere dei paletti. Ti consiglio a tal riguardo (come forse ho già fatto) “Come trattare gli altri e farseli amici”, il libro di Dale Carnegie. Ti sarà comodo anche per imparare come trattare chi ti circonda quando vorrà condizionarti nelle tue scelte. Parliamoci chiaro, difficilmente potrà capirti chi non prova quel che provi tu, quindi occhio a chi o a cosa dai ascolto.

Secondo punto. Se vuoi spostarti dal lavoro dipendente al lavoro autonomo come freelancer, fallo con cognizione di causa. Creati delle basi solide, un paracadute finanziario di 6 mesi/1 anno, e dimentica il poter passare dalla sera alla mattina a un lavoro autonomo (come titolare o investitore). Restringi il campo a massimo 3 competenze e inizia a fare le crêpes mentre operi il cervello (se non si fosse capito è una battuta eh… non è che poi mi ritrovo sul lettino e vi trovo a farmi la frittata).

Prima di scappare dal tuo attuale lavoro puoi valutare la matrice skill/will. In realtà serve per la gestione di un titolare d’azienda per i propri dipendenti, ma potrebbe aprirti gli occhi. Te l’approfondirò in un post.

Terzo punto. Probabilmente il punto saldo “più punto saldo” è quello di lavorare al proprio Personal Branding! Perché è così importante? Vediamo…

Ti stanchi di fare il pasticciere in ospedale e negli ultimi anni hai approfondito altre 2/3 competenze che vuoi far diventare il tuo nuovo lavoro. Chi conosce la tua persona ti seguirà perché sa cosa hai da offrire. Puoi cambiare i lavori e le passioni ma tieniti stretta la tua identità. È fondamentale.

Quarto punto è quello del network e del network dei network. Come si fa allora a livello pratico proprio a passare dall’essere dipendente o altro poi a fare quello che realmente si vuole? Il personal branding è la nostra immagine e per costruirla possiamo offrire i nostri servizi con delle consulenze gratuite ampliando il nostro network, quindi offrendo a famigliari e conoscenti i nostri servizi. Questo passo è fondamentale sotto due punti di vista:

1. Ricevi feedback per il tuo prodotto e quindi puoi aggiustare il tiro.

2. Ricevi feedback da poter riutilizzare nel Network dei Network.

Il network dei network è quando, dopo esserti fatto le ossa, cominci a far presente a chi c’è nel network che offri questi servizi, e che se vengono a conoscenza di qualcuno che ne ha bisogno, tu ci sei, entrando quindi nel network dei network. Praticamente uno scioglilingua. Come muoverti sui social, blog e il resto, fidati, viene tutto dopo.

Quinto e ultimo punto è il prezzo. Già prima di cominciare lo so che ti stai affliggendo come mi affliggo io per quest’argomento. Tempo fa mi dicevano di non preoccuparmi perché quando sarà arrivato il momento sarebbero stati gli altri a volermi pagare per i servizi che offrivo. Non c’ho mai creduto… Ma in realtà già molti si sono proposti e io vi ringrazio perché significa che probabilmente il Movimento Multipotenziale sta aiutando qualcuno.

IL MOVIMENTO MULTIPOTENZIALE STA AIUTANDO QUALCUNO. GRATIS [15:16]

Ad ora non c’è nulla da pagare in realtà e tutto quel che ne è uscito è stato assolutamente arricchente per me come spero anche per voi. I progetti futuri che verranno serviranno ad ampliare ancora di più tutto l’ecosistema Multipotenziale.

Sì, lo so che già abbiamo creato la stanza per le lingue, quella per i progetti, quella per i libri e tutto il resto del parco giochi… ma non mi basta. Ci sono tante cose che vorremmo realizzare entro fine anno. E per sviluppare tutte queste cose ho bisogno di tempo che purtroppo dovrò sottrarre alle prossime puntate del podcast. Non so ancora in realtà se questa sarà solo la prima stagione, se continuerò solo con le interviste o rimarrà questa l’ultima puntata.

ORA CHIEDO IO QUALCOSA A TE. [16:00]

Ora voglio essere io a chiedere qualcosa a te: fermati. Prenditi del tempo e comprendi che non esistono punti d’arrivo. È una corsa lunga una vita, tante volte farai difficoltà a rapportarti con gli altri, e penerai nel credere in te stesso perché, parliamoci chiaro, il confronto è una parte inevitabile delle nostre vite. Ricorda che non stai mai partendo da 0, l’unica cosa che ti serve è credere in te stesso e al fatto che hai una marcia in più, che non tutti riescono a vedere. Sì, anche sul lavoro. Non aspettare di esser degno, perché già lo sei.

Ricorda che non sarai mai solo soprattutto proprio come ieri diceva qualcuno del canale: noi non facciamo niente da soli, siamo noi con le nostre 200 personalità. Scherzi a parte, prima di sembrare il mago Otelma, se vuoi scrivimi e caviamo questo ragno dal buco insieme.

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In bocca al lupo, Multipotenziale.

Autore:

Nunzio

Podcast Multipotenziali

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