Autore: Pubblicato il: 04/03/20229,2 min lettura

Da piccolo volevo fare il veterinario, ma poi mi sono diretto altrove.

Mi sarebbe piaciuto fare il critico musicale.

Ho una passione per l’economia, ma stare dietro i numeri tutta la vita, non lo so…

Ho sempre suonato il basso, la chitarra, la batteria, volevo suonare anche il sassofono.

Per un periodo ho fatto il fonico, ma non so se potrei farlo per sempre.

Oppure potrei seguire la scia dei miei fratelli informatici visto che ho lavorato in un negozio di informatica ed elettrodomestici e sono di indole un po’ smanettona. Ma farlo a vita, mah…

Oltre alle passioni, come hobby ho il trekking, la fotografia… e tanti altri.

Della crescita personale ne potrei fare un mestiere. Ma meglio lasciarle ai guru e paraguru queste cose.

Ho studiato culture digitali e della comunicazione all’università scoprendo che poi dopo 7 anni sarei andato a fare le statistiche al comune.

Avevo la passione per la psicologia ma il giorno della domanda… era un altro giorno.

No, non farò quel corso di cucito che facevo da piccolo.

Sigla [01:25]

IDENTITA’ MULTIPOTENZIALE [01:50]

Lasciare indietro però tutte quelle passioni è come perdere un pezzo di me.

Le cose sono tre: mi servirebbe un clone, più tempo, o l’immortalità.

Sì, ragazzi, da piccolo ho fatto anche il corso di cucito.

Ma il punto non è questo! Non distraiamoci.

Allora. Metti di aver la possibilità di poter fare tutti i progetti. Ma intendo proprio tutti tutti!

E se ti dessi da solo il permesso di poter seguire tutte le passioni che hai?

Tante volte ci affanniamo nel far succedere cose domani, distruggendo quel che potrebbe succedere tra 1, 5, 10 anni (ecco, se fossi un regista probabilmente ci farei un film a riguardo). Sì, è molto un cliché multipotenziale…

Ma come so che anche tu come me, e probabilmente tanti altri Multipotenziali, nel periodo tra i 16 e i 20 anni sei andato in crisi perché la domanda che ti facevano da piccolo “cosa vuoi fare da grande?”, iniziava a diventare una coltellata e un macigno sullo stomaco.

Magari non è stato proprio a quell’età, e magari non è stato esattamente così.

Ma sicuramente sapevi di avere tanti hobby e passioni e non volevi mollarne nemmeno uno, se non perché ti aveva dato noia ed era diventato poco “sfidante” soprattutto.

Hai tante passioni, tanti interessi, tanti hobby e probabilmente il giorno in cui sei inciampato nel video di un’intervista Ted Talk di Emilie Wapnick, sarà stato un po’ il tuo coming out come Multipotenziale.

(E sono sicuro che quel giorno te lo ricordi molto bene.)

Super spiegone “Diventa chi sei” [03:20]

Emilie ha scritto anche un libro chiamato “Diventa chi sei” che molti di voi sicuramente conosceranno, che è un po’ come se fosse il sequel di Refuse to Choose (trad. “Rifiutati di scegliere”) di Barbara Sher (purtroppo poco conosciuto in Italia perché solo in inglese. Ed è un vero peccato se non l’avete letto perché non sapete cosa vi state perdendo).

Anche se in realtà il libro di Emilie non è un vero e proprio sequel, ma ha comunque ripreso l’argomento già discusso in passato anche da altri.

Nel libro, Emilie ritiene opportuno classificare in 4 categorie i Multipotenziali spiegando come integrare e tentare di equilibrare vita e passioni.

Facciamo il super spiegone:

1. L’abbraccio di gruppo = riunisci gli interessi sotto un’unica e sola carriera

2. L’alternanza = due o più lavori o attività part time che si alternano a ritmi regolari.

3. L’approccio Einstein = una sola attività a tempo pieno che basta a mantenerti lasciandoti abbastanza tempo libero ed energia per portare avanti in parallelo le tue altre passioni.

4. La Fenice = lavorare in un solo settore per più mesi o anni e poi cambiare direzione.

Ecco, queste sono le quattro classificazioni che fa Emilie, sviluppando molto bene come tenere le uova nel vasetto. In moto. Su una ruota.

Ma come ritiene lei nella parte finale del libro questi comunque sono solo esempi, e c’è chi è un ibrido capace di miscelare insieme i vari tipi.

Poi parla delle skill che dovrebbero avere quasi tutti i Multipotenziali: l’innovazione, l’apprendimento rapido e l’adattabilità (magari poi le approfondiamo più avanti).

Appassionati dell’apprendimento [04:56]

Mettendo da parte il libro, è sicuro che rimaniamo degli appassionati dell’apprendimento, potendoci definire tranquillamente dei sapiosessuali, perché la volontà è quella di apprendere tutta la vita ed abbiamo la perenne mentalità del principiante.
Ma c’è chi la vede come un male e chi la sfrutta.

Tuttavia è molto sottile la linea tra chi vede l’indaffarato come produttivo e l’equilibrato come sfigato.

Attenzione, non ho detto sfaticato ma equilibrato, e sicuramente questa è un’indole rafforzata dalla società attuale.

Intendo equilibrato quella persona che non implode tra lavoro/lavori, progetti e vita.

E su queste cose io e le altre che lavorano con me la pensiamo sempre allo stesso modo.

No. No. No. Okay, va bene. No. No.

(Ginevra ed Erica dicono no.)

O comunque riusciamo a parlarne sempre con calma, o quasi.

Quando hai realizzato che sei un Multipotenziale so bene che ti sarai buttato di testa e corpo nei tuoi progetti.

Magari di tutte quelle passioni che hai ora potresti già sapere cosa fartene o potresti anche non saperlo…

Come potresti non sapere ancora cosa ti appassiona, ancora.

Ma te lo dico da Multipotenziale:

Non mi sono mai fidato della passione perché è un sentimento e non un piano. E anche se mi ha fregato tante volte, i sentimenti cambiano.

Il drammaturgo Steven Tomlinson suggerisce che chi ama cose differenti deve semplicemente continuare a dedicarvisi.

Qualcosa alla fine accadrà.

Se sei un Multipotenziale, allontanando qualche passione, potresti soffrire poi della sindrome dell’arto fantasma.
Quelle cose che stai allontanando completano la tua vita e vanno ad alimentare nuove sinapsi creando nuove connessioni.

A unire il tuo lavoro sarà il fatto che l’hai realizzato tu.

Non crei prima la tua vita e poi la vivi.

La crei vivendola, quindi non tormentarti.

Piuttosto dovresti capire che non esiste il multitasking, che tanto va di moda di sti periodi.

Sì, in effetti può sembrare contro intuitivo se sei un Multipotenziale.

Però prova a farci caso alle energie che consuma la tua mente.

Alcuni la spiegano con la decision fatigue.

Che se non lo sai definisce il consumo della qualità delle decisioni che prendi dopo una lunga sessione di processo decisionale.

Che significa? Ti svegli con la batteria carica e durante la giornata con gli input anche passivi che ricevi dal contesto che ti circonda, finisci la giornata esausto e poco produttivo.

Applicazione pratica? Bill Gates che indossa sempre la stessa maglia.

No, non ti sto dicendo di metterti sempre la stessa maglia, però prova a farci attenzione.

Vedesi la mattina che ti svegli e accendi la tv. Peggio ancora i social. E magari ti meravigli se arrivi all’ora di pranzo già esausto.

Basta pensare che ogni giorno prendiamo in media 35.000 decisioni al giorno. 35.000.

È soprattutto dai Multipotenziali che nasce l’innovazione per l’intersezione delle varie idee.

E il problema con le grandi idee è che possono colpirti nei momenti più strani e possono scappare via nella maniera facile con cui sono arrivati.
Ma fortunatamente ci sono miliardi di metodi e applicazioni da poter utilizzare per assicurarsi che il momento della lampadina può registrarsi nella mente permanentemente.

Non perdere il momento della lampadina [08:20]

Vediamo adesso 4 punti per non perdere il momento della lampadina:

1. Il tuo cervello non è una tazza.

Uno studio pubblicato su Nature Neuroscience dimostra che invece di riempirsi fino al limite, il cervello è in grado di rimuovere vecchi dati per far spazio a quelli nuovi.
Questo significa che dimenticare presenta dei vantaggi.

Immaginate di dover fare la nuova carta di credito.
La nuova avrà ovviamente un nuovo PIN. E tutte le volte che si impara il nuovo PIN si tende a dimenticare quello vecchio. Questo processo migliora l’accesso alle informazioni rilevanti, senza l’interferenza di vecchi ricordi.

Quando acquisiamo nuove informazioni, il cervello cerca di incorporarle accanto a informazioni simili, facendo delle associazioni. Quando le recuperiamo, vengono richiamate sia quelle necessarie che quelle simili ma inutili. Tipo dimenticare dove abbiamo parcheggiato. Ecco.

Questa riflessione perché ti è utile? Perché diventa un elogio alla presenza e non all’ignoranza. Di pari passo con il concetto di neuroplasticità (cioè è la costante e perenne capacità del cervello di modificarsi nel corso del tempo in risposta all’esperienza, può essere descritto come un insieme di processi che generano modificazioni morfologiche e quindi “fisiche” del cervello) e può aiutarti a capire che quel che ti manca è semplicemente esercizio/abitudine e routine. Sperimenta e trovale, ma adattale a te.

2. Trova il tuo svuota tasche mentale. O uno svuota idee per intenderci, se preferisci.

Stai avendo il tuo flow lavorativo e hai avuto quell’idea geniale? Decidi un unico e solo posto dove poter scrivere e appuntare tutte le tue idee. Puoi decidere di abbinarlo a qualcosa di digitale.
Intendo tipo un reminder che ti dica quando ricontrollare una certa cosa, che ti mandi una notifica.

Ti consiglio di tenere sul comodino un’agenda e ogni sera, prima di addormentarti, lasciare i pensieri liberi di entrare e uscire dalla tua mente, senza sforzarti di imporre un determinato argomento, ma cercando di restare un minimo attinente al tema che ti interessa.

Continua a farlo ogni sera, il tuo cervello diventerà sempre più reattivo e capace di sfornare buone idee e soluzioni per i tuoi problemi.

3. Condividete le vostre intuizioni con gli altri. Vi è venuta un’intuizione geniale con la quale, siete sicuri di aver successo e volete tenervela tutta per voi? Sbagliato.

Perché le idee migliori vedono la luce non chiudendosi in un’ispirazione solitaria ma durante i cosiddetti brainstorming, a condizione di stimarli e di fidarsi di loro.

«Abbiamo verificato che per essere veramente creativi occorrono intensi contatti sociali fondati sulla fiducia», dice la psicologa Vera John-Steiner, autrice di Creative Collaboration. «Basta guardare le coppie di scienziati famosi che hanno condiviso una vita di studi insieme, tipo: Albert Einstein e Niels Bohr, Pierre e Marie Curie».

4. Creati obblighi sociali.

Siete delle brutte persone. Ieri sera mi avete obbligato a produrre questa puntata. Ovviamente scherzo, e anzi invito tutti voi di questo “Movimento Multipotenziale” a far lo stesso.

Obbligandoti a metterti alle strette nasce la creatività.

Ma soprattutto ricorda che le migliori idee ti vengono mentre ti annoi quindi trova il tempo di fare cose inutili ogni tanto. Senza esagerare e senza sensi di colpa.

Ho procrastinato con l’avvio di questo podcast perché puntavo sempre alla perfezione, ed è questo il motivo per cui ho aperto la prima puntata con gli errori che commettevo. Proprio per esorcizzare questa paura. Come so bene che anche voi lì fuori aspettate il momento in cui vi piove dal cielo questo “VIA”.

Sei Multipotenziale quindi vivi la vita a pieno.
Decidi per cosa impiegare il tuo tempo ma con la mente aperta.

Oggi chiudo la seconda puntata con una citazione di Jack White:

Raccontarsi di avere tutto il tempo del mondo, tutti i soldi del mondo, tutti i colori della tavolozza, insomma tutto quello che si vuole non fa altro che uccidere la creatività.

Alla prossima!

Autore:

Nunzio

Podcast Multipotenziali

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